2018, l’anno del "saper vedere"

Cosa ci si auspica di un anno che sta per aprire le porte dell’ottica partendo da Monaco? Che ci chiariamo le idee sul nostro futuro, ma anche che iniziamo a costruircelo da noi stessi

La prima “pillola” del 2018 è un eterno augurio perché le cose che ci contraddistinguono non vengano depauperate dagli stessi attori che le erogano (competenza, ruolo sociale, problem solving) e che questi si arricchiscano dei valori immateriali del “saper vedere” e li sappiano offrire e ben comunicare al grande pubblico.
Diversi anni fa, a Parigi in occasione di uno di quei Silmo che ancora si tenevano in città, ebbi il piacere di scambiare alcune opinioni con Alain Mikli. Quell’uomo, una sorta di Cyrano dell’occhiale, mi comunicò in poche battute il suo “amore e odio” per il nostro paese. Alla domanda precisa su cosa ci invidiasse rispose sicuro: l’arte del vivere. Che cosa intendeva dire un francese colto, creativo e sognatore in quell’attimo? Non riuscii a chiederglielo ma ebbi la certezza che l’arte del vivere sta nel godere ogni attimo del nostro tempo con la massima intensità e leggerezza.
Allora, cari amici dell’industria e del retail italiano, almeno per questi primi giorni dell’anno fatevi ambasciatori anche voi di questa arte. Materializziamola, per il nostro scopo, nell’arte del vedere: l’abilità di correggere i difetti della vista delle persone, aiutandole allo stesso tempo a godere della loro nuova visione e dell’estetica e dell’innovazione che abbiamo scelto per loro.
L’arte del saper vedere è un’aspirazione che dobbiamo iniziare a instillare nel cliente finale, affinché acquisisca una nuova cultura del vedere e della sua vita che non sia finalizzata all’unico scopo di usare per forza un’occhiale per 3-4 anni o più e cambiarlo per ovvie ragioni di obsolescenza. La mancanza di buste lavoro, all’interno di questo ragionamento, si spiega con l’incapacità del pubblico italiano di “saper vedere”. Siamo il paese dell’arte e della vita, lo stesso Mikli ce lo ha riconosciuto: cerchiamo anche noi di essere all’altezza della bellezza che ci circonda ogni giorno. L’occhiale e la lente devono “scolpire” gli attimi belli della vista dei nostri clienti. Se ciò non avviene, vendiamo meno e abbiamo già fallito. Buon anno, che sia quello giusto per tutti.
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