Gli occhiali a Sanremo: eterne giovani promesse

“C’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”, cantava Battiato nel 1981 con la sua Bandiera Bianca. All’ultimo Festival della canzone italiana è successo ancora

Sanremo è Sanremo. Sanremo è importante. Quando inizia, sulla Riviera ligure c’è già il profumo del basilico nell’aria. Così Sanremo comunica l’arrivo della primavera e l’addio del nero dai guardaroba degli italiani. Sanremo è unico. In un’era di web tv e moltiplicazione di canali sat e digital riesce ancora a catturare oltre la metà degli italiani in ascolto per una infinità di serate. Non esiste un evento annuale così crossmediale in Italia. Mette d’accordo tutti, come il nero sugli occhiali: e quelli che non lo guardano lo sbirciano.
Sanremo è importante anche per gli occhiali? Lo dovrebbe essere. A due settimane dal Mido, il Festival potrebbe rappresentare una sorta di vetrina delle novità in arrivo e del piacere da parte di tutti i suoi cantanti e protagonisti di indossarle. Gli occhiali dovrebbero essere come i fiori a Sanremo. Gli stessi conduttori del 68esimo Festival, Claudio Baglioni e Michelle Hunziker in testa, hanno scherzato moltissimo quest’anno con gli occhiali. Sugli occhiali da lettura per il “dittatore” Baglioni, che non leggeva i cartoncini di Michelle, si è costruita una storia che è sfociata nel grande modello da sole da donna che il cantante ha ironicamente indossato a fine gara e che è finito sulle prime pagine dei quotidiani. Ma, si sa, l’occhiale si sveglia sempre un po’ dopo la moda. D’altro canto il termine accessorio deriva dal latino e significa “che si accompagna a ciò che è”. Il 9 febbraio, venerdì, Ornella Vanoni ha twittato ai propri 126.000 follower: “ho scelto lo stilista di alta moda #antonioriva per i miei abiti a Sanremo”. Lo avranno fatto anche Mario Biondi (nella foto, tratte da raiplay.it), i Decibel o Lo Stato Sociale, orchestra compresa, con gli occhiali?
(Nicola Di Lernia)