Square: quando la “visione” del mondo passa dagli occhiali

Martin Luther King e Albert Einstein, John Lennon e Rita Levi Montalcini, Charlie Chaplin e Steve Jobs. Ma anche Walt Disney con Topolino. Sono soltanto alcuni dei personaggi celebri ritratti dall’artista appassionato del mondo ottico optometrico, al punto da concedere una selezione della sua serie Visionaries alla territoriale milanese di Federottica, in occasione dell’ultimo convegno di Santa Lucia

Il binomio vista-visione lo ha sempre interessato e da un contatto con un ottico optometrista per un problema di occhi, Square si è avvicinato a quel mondo con la sua arte. «Non ho fatto studi artistici, sono autodidatta, ma sono nato in una famiglia di artisti, c’è chi dipinge, chi fotografa, chi fa musica». Ha iniziato da ragazzino a scuola, con lavori di grafica. Ovviamente Square è uno pseudonimo che viene da quel quadrato, appunto square, in fondo a destra di una tela, dove il pittore scrive la sua firma. Una scelta di privacy, perché nei lavori esprime i suoi pensieri e i suoi sentimenti. E poi perché realizza per privati delle installazioni, opere tridimensionali ma anche dipinti o stampe, che prendono spunto da un’idea del committente o da un confronto e un dialogo con questo. «Nei miei lavori interpreto il loro pensiero. Rendere pubblico il mio nome potrebbe inquinare la loro benevolenza nei miei confronti», racconta a b2eyes TODAY.

Famosa di Square la serie Visionaries: una selezione è stata esposta un mese fa a Palazzo Isimbardi a Milano, in esclusiva per la Santa Lucia di Federottica Milano Acofis (nella foto, il ritratto di Jobs). In questa mette insieme il piacere del ritratto, essenziale in bianco e nero, con l’essere visionario, attraverso il gioco degli occhiali, metafora del vedere. Ed ecco quindi il viso di personaggi, che hanno illuminato il mondo, con un flash di colori che racconta in sintesi la loro visione. Einstein ha l’equazione dell’energia che esce dalla sua testa. Walt Disney invece ha Topolino, Martin Luther King mani che si stringono, simboli di pace. E tutti portano occhiali che riprendono i colori della loro “visione”. «Anche se senza occhiali avevano un filtro per vedere il mondo in un certo modo», conclude Square.

Luisa Espanet

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