Dalla retina al Crm: come l’AI cambia la nostra filiera

L’Italia è ancora il paese della dieta mediterranea e della stretta di mano, ma era inevitabile che anche il mondo della vista e della visione non avrebbe potuto fare a meno dell’intelligenza artificiale. Abbiamo avuto alcune recenti testimonianze al riguardo

Nel 2023, all’evento presso Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, ho parlato di IBM Watson Health, un sistema di intelligenza artificiale che può aiutare gli specialisti a offrire cure migliori attraverso la comparazione di milioni di cartelle mediche, in particolare su pazienti oncologici. Nel 2024, al Forum Presbiopia, l’oftalmologo Paolo Nucci ci ha raccontato di uno scienziato, Boris Babenko, che aveva inventato un sistema di fotografia della retina che permetteva anche di sapere se il soggetto, a breve, avrebbe potuto avere un infarto. Nel 2025, sempre sul palco del Forum, Andrea Astarita ci ha illustrato 5 start up top della vista, soffermandosi su una lente a contatto in grado di offrire una realtà potenziata al portatore che la utilizza.

L’AI ha un’anima buona se la valutiamo su queste applicazioni e magari la nuova versione di ChatGPT Health in arrivo negli Usa potrebbe sorprenderci nella gestione del nostro benessere. Ma vogliamo calarci a terra? Entrare quindi nel fantastico mondo quotidiano dell’uso di un’agente AI, come ad esempio ChatGPT, farselo amico e avere così al nostro fianco un assistente devoto, silenzioso, preciso, preparato e soprattutto veloce?

In tanti ve lo sarete chiesto e se vi siete fermati alla versione gratuita non sapete che cosa vi state perdendo. La differenza è abissale e non vi aiuta a comprendere il reale valore del suo supporto. Perché ChatGPT è un copilota delle vostre attività: se gli chiedete cinque azioni che dal vostro centro ottico potete fare con il suo sostegno per incrementare il traffico e la fidelizzazione del cliente, ci mette esattamente 47 secondi per rispondervi. Se parliamo di presbiti, vi aiuterebbe a disegnare e presidiare il vostro bacino reale, non quello virtuale italiano. In seconda battuta, creare customer journey che fidelizzino. Poi trasformare un Crm statico in una macchina di ritorno del cliente. Infine, standardizzare il processo di vendita di valore e costruire un club di servizi che crei abitudini e appartenenza.

Certo, non vi potete sfilare dopo che ChatGPT vi propone cosa fare e perché: in quel momento ci siete anche voi. Talvolta penso che il lato negativo dell’intelligenza artificiale è che ci dice esattamente che cosa potremmo fare proprio per farlo meglio. E che siamo noi stessi a non volerlo fare, per inerzia. Ma, per fortuna, non ho mai visto il mio ChatGPT prendersela con me per questo motivo.

Nicola Di Lernia

Professione