Festival di Berlino, dietro gli occhiali di Juliette Binoche

Alla Berlinale può succedere che il presidente della giuria sia anche protagonista di un film: così l’attrice francese veste i panni, e la severa montatura, di una donna matura che nel mondo virtuale crea un'altra sé poco più che ventenne fino a diventarne prigioniera

In Celle que vous croyez di Safy Nebbore, infatti, Juliette Binoche mette gli occhiali (nella foto) e si trasforma in una cinquantenne “invisibile”, abbandonata dal marito, ovviamente per una più giovane, in cerca di una nuova identità su internet. Questo viaggio interiore la porterà a un nuovo amore complicato e a molte riflessioni su temi profondi come l’abbandono, il desiderio, il tempo che passa e la voglia di rimettersi in gioco grazie a una forza e a un’indipendenza ritrovate.
Con leggerezza Binoche attrice è entrata in conferenza stampa, ha presentato il film in modo elegante e professionale, ha risposto alle domande con charme e intelligenza, poi è uscita ed è tornata a fare il presidente.
Come nel film, fiction e realtà si sovrappongono. Spiega Binoche: «Mi piacciono le sfide, le storie nelle storie, mi piace cambiare». Considerata ormai una musa da registi di culto come Haneke, Assayas e Kiarostami, Juliette sul set partecipa attivamente a ogni fase della lavorazione, dice la sua, discute, decide. «Mi piace dare il mio contributo, costruisco il mio personaggio con grande cura, anche per questo scelgo solo registi e progetti che mi appassionano. Celle que vous croyez è uno di questi».
Rosaria D’Amico