Forum presbiopia 2023: formazione, innovazione e dialogo avvicinano ottici e oculisti

Sono le parole chiave emerse dalla prima parte dell’evento che ha alzato il sipario a Napoli, presso il Royal Continental, alla presenza di centinaia di delegati (nella foto principale) provenienti da tutta Italia. Sul palco i rappresentanti dell’intera filiera si sono confrontati su un difetto refrattivo considerato dall’Oms potenzialmente invalidante

Ha preso il via la prima giornata di lavori del Forum presbiopia 2023, che ha riunito gli opinion leader della filiera oculistica e ottico optometrica. In apertura Andrea Afragoli (nella foto sotto, fra i conduttori Michela Vuga e Nicola Di Lernia) ha posto l’accento sulle caratteristiche del dialogo fra le due professioni. «Credo che per la prima volta riusciamo a confrontarci insieme su una tematica centrale nella nostra attività, la presbiopia - ha detto il presidente di Federottica - Per questo dobbiamo ringraziare Ferdinando Fabiano che si è speso in tale direzione. Al di là dei ruoli, penso sia fondamentale per oftalmologi e ottici optometristi affrontare la questione dal punto di vista “semantico”: dobbiamo imparare a parlare la stessa lingua, o meglio, a utilizzare due lingue che si comprendono. I tecnicismi caratterizzano sì le nostre professionalità, ma un incontro aiuta a realizzare un rapporto costruttivo e di crescita per noi e soprattutto per i nostri utenti». Ed è già nel centro ottico che si può concretizzare l’obiettivo. «Molte persone vengono da noi con una prescrizione in mano, spesso ci vedono come un terminale di dialogo anche su argomenti che non sono esattamente di nostra competenza: ci chiedono, ad esempio, di spiegare quanto detto dal medico stesso - ha precisato Afragoli - Per dare vita a una relazione pienamente costruttiva dovremmo poter creare anche la situazione opposta, ossia fare in modo che i nostri clienti diventino pazienti degli oculisti, suggerendo in autonomia una visita oftalmologica, se necessaria». Quanto la presbiopia è il futuro dell’ottica? «È una parte straordinariamente importante, ci giochiamo una fetta del nostro futuro», ha concluso il presidente di Federottica.

E anche i numeri lo dimostrano. Sul palco è salito Massimo Barberis, neopresidente di Anfao Gruppo Lenti. «Il dialogo fra area tecnica e medica è di estrema rilevanza insieme alla promozione di innovazione e formazione - ha detto il manager - Tutte le aziende del nostro settore innovano: ciò che è essenziale è accorciare le distanze in modo tale che l’avanguardia possa essere abbracciata da tutti gli attori della filiera, lavorando a stretto contatto con la classe medica».

Cosa distingue il mercato italiano da quello dell’Europa? «Rispetto agli altri paesi europei vi illustro i risultati di GfK, relative al sell out del primo semestre di quest’anno - ha spiegato Barberis - L’Italia mostra un mercato resiliente che riesce sempre a reagire bene anche in congiunture particolari: l’Europa ha segnato un +2,2% con la componente oftalmica che pesa per il 60% nel conto economico di un punto vendita; in questo scenario l’Italia pesa per un 18% e per la prima volta sta performando meglio delle altre nazioni, con un incremento del 4,3% e con il segmento oftalmico pari al 50%, mostrando così in tal senso una prima opportunità. Le lenti progressive stanno aumentando la penetrazione con il 22%, un valore significativo, in parte merito anche dell’attività intrapresa dal Forum. E non ultimo sta migliorando il mix di vendita con maggiore attenzione alla qualità del prodotto». Il presidente di Anfao Gruppo Lenti ha sottolineato che ci sono comunque dei gap da colmare. «Dobbiamo essere orgogliosi del nostro comparto: siamo i primi produttori al mondo di occhialeria, secondi esportatori dopo la Cina, primi esportatori nell’alta fascia di gamma e tutto ciò contribuisce all’incremento del Pil - conclude Barberis - Mido sarà a tal proposito una vetrina importante: quest’anno occuperemo tutti i padiglioni, avremo più di 1.100 espositori: sarà un momento di informazione e dialogo».

Dopo il punto di vista tecnico ed economico, quello medico si è chiesto se la presbiopia è potenzialmente invalidante. «Lo ha sottolineato l’Oms nel suo report 2019 - ha detto Filippo Cruciani (nella foto, sopra, a sinistra, con Di Lernia), oftalmologo e consulente Iapb Italia - Ha colto un po’ di sorpresa tutti considerare la presbiopia una disabilità visiva. Venti anni prima si era posto già il problema con i vizi di refrazione: l’Organizzazione Mondiale della Sanità li mise infatti nell’elenco delle cause di cecità e ipovisione. In seguito è stata inserita anche la presbiopia. Possiamo considerarla dunque una malattia? Teniamo presente che già dal secondo dopoguerra per l’Oms la salute ha una accezione molto più ampia: non è solo assenza di patologia ma il pieno benessere fisico, psichico e addirittura sociale ed è questo l’inquadramento che dobbiamo tenere presente quando parliamo di presbiopia. Innanzitutto si presenta in termini numerici impressionanti. Come riportato sempre dall’Oms, nel 2015 i presbiti nel mondo erano un miliardo e 800 milioni. Con l’invecchiamento nel 2030 arriveremo a due miliardi e cento. Secondo una nostra stima, in Italia l’1% ha problemi di disabilità visiva dovuta propria alla presbiopia». Numeri che quindi necessitano assolutamente di una attenzione e di una risoluzione.

F.T.

Formazione