Professione sanitaria, accreditamento, convenzioni: le proposte dei candidati in Lombardia

Il 30 gennaio Federottica Milano Acofis ha riunito, presso la suggestiva Cripta di San Pietro in Sala di piazza Wagner, nel capoluogo lombardo (nella foto principale), sette candidati alle prossime elezioni regionali davanti a qualche decina di associati, per un confronto sul ruolo dell’ottico optometrista all’interno del sistema territoriale

Alan Christian Rizzi della Lega, Laura Molteni di Fratelli d’Italia, Giulio Gallera di Forza Italia, Gregorio Mammì del Movimento 5 Stelle, Michele Usuelli della Lista Majorino Presidente Patto Civico, Carlo Borghetti del Pd e Valentina Aprea della Lista Letizia Moratti Presidente si sono avvicendati, con un timing ben regolamentato dagli organizzatori, di fronte agli ottici optometristi locali e alla stampa di settore sulle varie proposte relative al futuro della professione dopo l’approvazione della riforma sanitaria lombarda e gli ultimi eventi al riguardo.

Ne sono derivate posizioni naturalmente diverse: ad esempio, se coinvolgere la categoria nelle future Case di comunità, in nuovi spazi pubblici all’interno di aree commerciali gestite dall’Aler o se invece favorire le strutture stesse dei centri ottici per essere ancora più vicini al territorio. Ma dalle risposte date agli stimoli degli organizzatori sono emersi soprattutto punti in comune, che potrebbero essere discussi dal prossimo Consiglio regionale, indipendentemente dalla maggioranza che uscirà dalle elezioni del 12 e 13 febbraio. Innanzitutto che l’emendamento della riforma sanitaria relativo agli ottici optometristi è solo un punto di partenza. «Non siete una professione sanitaria, ma una professione a rilevanza sanitaria, che rientra nell’attività di prevenzione, nella quale avete un ruolo fondamentale - ha detto Borghetti - Quell’emendamento, pur approvato trasversalmente dalle forze politiche, non è completo, a causa della presenza della frase “senza incremento di spesa a carico del servizio sanitario”: un accreditamento c’è se viene riconosciuto anche dal punto di vista economico il vostro servizio, altrimenti è solo a spese vostre o a spese del cittadino, invece il riconoscimento economico deve essere visto a vantaggio del cittadino». Borghetti ha inoltre ricordato che questo emendamento ha fatto storcere il naso ad altri soggetti, ma «ho avuto occasione di parlare con gli oculisti e, spiegando bene chi fa cosa, ho notato che si possono superare gli ostacoli».

Ancora più categorica al riguardo è stata Molteni. «Bisogna trasformare la vostra professione in professione sanitaria, avere nuovi codici di accreditamento e nuove convenzioni per la vostra attività - ha dichiarato - Parliamo di un emendamento epocale, ecco perché deve esserci un accreditamento delle vostre strutture per favorire un collegamento diretto con il sistema sanitario, ad esempio grazie al supporto della telemedicina, soprattutto a favore delle persone che non possono permettersi certe visite oculistiche o certi tempi di attesa».

Mammì ha sottolineato il paradosso della professione di ottico optometrista. «A differenza di altre che sono riconosciute dal punto di vista legislativo ma molto meno da quello sociale, voi siete l’opposto: siete la prima porta di accesso per i cittadini, un luogo di sanità territoriale - ha spiegato - La vostra e quella delle parafarmacie sono le due categorie di questo ambito più sottovalutate a livello legislativo: eppure, alla luce dei pilastri che consideriamo fondamentali per la salute, vale a dire prevenzione, assistenza, cura e riabilitazione, voi rientrate assolutamente nel primo dei quattro».

Gallera ha infine ricordato la necessità di continuare, nonostante l’opposizione da parte dell’associazione di categoria degli oculisti, «sulla strada già intrapresa alcuni anni fa, poi momentaneamente interrotta a causa del Covid, cioè quella che renderebbe i centri ottici, presenti in maniera capillare sul territorio, simili alle farmacie dei servizi» (nella foto sopra, da sinistra: Rizzi, Gallera, Renzo Zannardi, Molteni, la presidente di Federottica Lombardia e quella di Acofis, Gabriella Pagani e Michela Salerno, Usuelli, Borghetti e Mammì).

A.M.

Formazione