È scomparso Ugo Menchini, a fianco degli ottici per l’ipovisione

Medico oculista, pioniere della ricerca sulle retinopatie, maculopatie e malattie vascolari della retina, professore emerito e professore ordinario presso l'Università di Firenze, direttore della clinica oculistica di Careggi e docente alla Scuola internazionale di ottica ed optometria, è morto il 6 marzo nel capoluogo toscano

Ugo Menchini (nella foto) è stato anche socio fondatore dell’associazione Prisma-Professionisti di riabilitazione ipovisione e studio delle malattie associate. «Il suo attivo e dinamico interesse scientifico, sempre orientato verso l’innovazione, lo ha portato a impegnarsi, a collaborare in prima persona e far collaborare le numerose figure professionali impegnate nelle scienze della visione», sottolinea una nota dell’attuale vertice di Prisma, in ricordo del professionista scomparso.
Dopo la laurea in Medicina e chirurgia a Pisa, nel 1971, e tre anni più tardi la specializzazione in Oftalmologia presso l’Università degli studi di Firenze, ha prestato servizio alle Università di Trieste, di Milano e di Udine. Professore ordinario presso l’ateneo di Firenze, ha insegnato per anni Malattie dell’apparato visivo. Ha svolto attività di ricerca come principal investigator in numerose sperimentazioni cliniche nazionali e internazionali rivolte all’uso di dispositivi e farmaci innovativi in oftalmologia. Ha realizzato ricerche riguardo i miglioramenti diagnostici e terapeutici sulle malattie vascolari retiniche, con particolare riferimento alla degenerazione maculare legata all’età e alla retinopatia diabetica, ricerca clinica e sperimentale su laser termici e Q-switched e ricerca clinica sulla chirurgia della cataratta e vitreo-retinica.
«Presso la Sioo di Firenze è stato docente di anatomia generale e oculare, fisiopatologia oculare e laboratorio misure oftalmiche, ma soprattutto amico e mentore di tutti i docenti e gli studenti della scuola», prosegue la nota.
A nome della Società Oftalmologica Italiana a ricordarlo è Francesco Bandello, che ha condiviso con Menchini momenti professionali e di vita privata e ne sottolinea «la grandissima onestà e la cultura del lavoro - dice il direttore della clinica oculistica del San Raffaele di Milano in una nota della Soi - Da lui mi auguro di aver appreso quell’etica cristallina nel rapporto con il paziente, che lo rendeva unico. Era capace di spendersi allo stesso modo con gli ultimi come con i più ricchi. Non aveva mai secondi fini ed era sempre capace, lui apparentemente così burbero, di attenzioni con tutti».
(red.)

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