Blackfin: senza memoria non c’è futuro

È il concetto espresso dalla nuova campagna, dal titolo Timeless Memories, uscita all’inizio dell’anno ed espressione concreta del nuovo modo di sviluppare il proprio lavoro da parte del marchio di occhiali in titanio. Anche nella comunicazione

«Abbiamo condotto a monte un’analisi degli obiettivi sia estetici sia funzionali nel trade marketing, più precisa e mirata di prima: la campagna 2020 è testimonianza di un’evoluzione, di un’accelerazione esponenziale nel metodo e nell’approccio di Blackfin, sempre però in continuità con il passato», afferma a b2eyes TODAY Nicola Del Din, amministratore delegato di Pramaor, la società di Taibon Agordino proprietaria del marchio di eyewear.

Diversa per quanto concerne l’accurato sviluppo preparatorio, Timeless Memories fa leva però sulla stessa potenza evocativa delle immagini delle precedenti attività di comunicazione. È ambientata nel Grande Cretto realizzato da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 nel Trapanese, nel luogo in cui sorgeva la città di Gibellina distrutta dal terremoto del 1968: «una grande distesa di cemento bianca, che ricopre le macerie della cittadina quasi fosse un sudario, su cui l’artista ha ricostruito la pianta del centro storico trasformando le strade in solchi e dando vita a una sorta di labirinto di oltre 80 mila metri quadrati - si legge in una nota di Blackfin - Un’opera dal fortissimo impatto emotivo che vuole segnare la memoria di questo drammatico avvenimento».

Su uno sfondo asettico, quasi immateriale, i modelli si muovono scalzi, lievi e rispettosi in questo scenario surreale (nella foto). «Siamo un’azienda di design profondamente legata al territorio, che dà grande valore alle persone che vi lavorano e al materiale che utilizza e la rappresenta: la sfida era riportare lo stesso livello di valori anche nella campagna - spiega al nostro quotidiano Simone Favero, responsabile marketing di Blackfin - Abbiamo scelto il Cretto per quello che rappresenta in maniera primigenia: la decisione di Burri, dopo il sisma del Belice, di non costruire qualcosa di nuovo a Gibellina, ma di compattare le macerie e riuscire a trovarne il significato più intimo, è stata dirompente. Abbiamo voluto partire da lì per esprimere ciò che sentiamo: solo se hai profonde radici e valori puoi avere un futuro». La campagna è stata realizzata con la direzione artistica di Nicola De Pellegrini, fondatore di Anidride Design, e la fotografia di Giovanni De Sandre.

N.T.

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