Ferilli: il sunglass nato dai fichi d’India guarda ai concept store

Il professionista salentino, diplomato ottico e ortottista, ha creato una collezione sole in Sikalindi con aste in legno di ulivo, con cui il 21 maggio prossimo parteciperà al premio "Les Trophées de l'optique Monaco", nella categoria miglior occhiale ecosostenibile 2019

«Il primo incontro vero e proprio con il mondo dell’occhiale è avvenuto a Mido quando ero sedicenne e studiavo ottica presso l’Istituto statale di istruzione secondaria superiore polo professionale Luigi Scarambone di Lecce, dove mi sono diplomato nel 2013: è stato amore a prima vista», racconta a b2eyes TODAY Cristiano Ferilli, venticinquenne creatore degli occhiali che portano il suo nome, il quale, dopo alcune esperienze come ottico, oggi lavora come ortottista in regime di libera professione in diversi centri ottici e frequenta l'ultimo anno della specialistica in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dove si è laureato in ortottica.
«L’idea di creare una linea di occhiali mi è venuta dopo aver intrapreso la carriera universitaria: quello che mi frenava era il fatto che a livello di forme, di modellistica mi pareva un po’ tutto già visto, così ho pensato di realizzarne una che come particolarità avesse un materiale esclusivo», prosegue Ferilli.
Si è dunque orientato verso il Sikalindi, che già aveva conosciuto all’epoca della scuola a Lecce, che si ottiene disidratando la pala verde del fico d’India: un materiale inusuale, ecosostenibile e legato alla Puglia, tre caratteristiche per lui fondamentali. Venuto in contatto, per caso e per fortuna, con un falegname di Viterbo, gli ha spiegato il suo progetto ed è arrivato così al primo prototipo, circa un anno e mezzo fa, e alla produzione, avviata a fine ottobre 2018. «Tutto il concept ruota intorno al richiamo alla mia terra, che si ritrova sia nei materiali caratteristici, come pure il legno di ulivo utilizzato per le aste, sia nei nomi dei modelli: Otranto, Porto Miggiano e San Gregorio - aggiunge il professionista salentino - Anche la colorazione delle lenti, a base 2, richiama il luogo da cui prende il nome: Otranto ha la lente blu sfumata gialla che rievoca l’alba dai colori particolari della località più a est della Puglia, San Gregorio ha un filtro blu sfumato rosso che ricorda i suoi tramonti mozzafiato e Porto Miggiano verde sfumato, come il suo mare (nella foto). Ogni modello è poi disponibile con un’altra colorazione scura di lente». In tutta la collezione, tiene a precisare Ferilli, il concetto di made in Italy è rispettato, «dalla montatura alle lenti certificate e prodotte da Roman Optica, dall’astuccio alla pezzuola, sino alle cerniere».
Al momento Ferilli si occupa personalmente della commercializzazione dei suoi occhiali, in edizione limitata di 120 pezzi, attraverso il sito internet, su cui ha iniziato a proporli il 13 dicembre scorso. «Il prossimo step sarà portarli in punti vendita fisici, ma non ho ancora definito quale sarà il canale di vendita - conclude - L’occhiale è un accessorio a tutti gli effetti e, viste le caratteristiche dei miei modelli, sto pensando a quei negozi, concept store e boutique, che trattano design, materiali particolari ed ecosostenibilità».
N.T.