EyeFly (nella foto, un'immagine di campagna) atterra a Mido 2026: è qui che House of Modo presenterà il nuovo brand che condivide con gli altri marchi del gruppo, Modo, Eco e Italia Independent, funzionalità, innovazione, storytelling, design e comfort.
EyeFly punta sulla facilità d'uso. «Ogni modello, nella versione da vista o da sole, è pensato per persone sempre in movimento ed è dotato di un sistema modulare per le aste che da smart audio possono essere sostituite, passando a standard e trasformando EyeFly in un normale occhiale: in questo modo si può decidere quando essere connessi o disconnessi - spiega un comunicato di House of Modo - EyeFly integra direttamente nella montatura audio open-ear e connettività hands-free: è possibile ascoltare musica e podcast, rispondere alle chiamate o interagire con assistenti AI, il tutto senza auricolari, cavi o schermi. Si tratta di un sistema esclusivamente audio, senza acquisizione visiva né registrazioni, che consente di rimanere connessi nel pieno rispetto della privacy». In particolare, l’audio direzionale open-ear garantisce un suono chiaro e immersivo, mantenendo la consapevolezza dell’ambiente circostante. «I microfoni integrati supportano chiamate e interazioni vocali, mentre i comandi touch sulle aste permettono un utilizzo intuitivo con un solo tocco», sottolinea la nota.
EyeFly è compatibile con le principali app e assistenti vocali e offre fino a sei ore di ascolto o chiamata continuativi. «Siamo entusiasti di entrare nel mondo della tecnologia con un prodotto che racchiude le reali funzionalità dei dispositivi indossabii di oggi in montature premium - spiega nel comunicato Alessandro Lanaro, founder & global ceo di House of Modo - Concentrandoci solo sull’audio, offriamo un’esperienza open-ear che mantiene la connessione preservando la privacy sia di chi indossa gli occhiali sia di chi sta parlando. Nell’uso quotidiano crediamo che il video non sia solo superfluo, ma possa risultare invasivo: è per questo che intendiamo trattare soltanto la categoria audio nel settore ottico».
A cura della redazione