In un mercato in cui la domanda risulta più esigente e più discontinua, la tecnologia corre e il confine tra salute e retail è sempre più da monitorare, Mido diventa ancora di più un luogo strategico. Qui si intercettano tendenze, evoluzioni di prodotto, linguaggi, modelli di servizio e, tema spesso sottovalutato, cosa è opportuno, corretto e sostenibile comunicare e fare. È con questo approccio che condurrò a Mido 2026 una serie di talk, tra il b2eyes TG e The Vision Stage, su alcune aree che oggi sono vere e proprie leve di gestione: ipovisione, progressione miopica, lenti progressive di ultima generazione, lenti occupazionali e un focus sul perimetro legislativo tra il mondo medico e quello ottico optometrico.
L’ipovisione è spesso trattata come specialità per pochi. In realtà è un indicatore potente della maturità del centro ottico, il quale deve seguire un iter preciso e continuativo che comprende la presa in carico, il far rete con il medico, la capacità di accompagnare la persona nel tempo. Non è dunque un tema di prodotto, ma di organizzazione del servizio, e chi lo governa eleva automaticamente il livello di credibilità dell’intero punto vendita. La progressione miopica è invece una frontiera in cui clinica, prevenzione e relazione con le famiglie si intrecciano. La domanda chiave non è soltanto quale soluzione offrire, ma a quale modello ispirarsi: bisogna perciò considerare diversi passaggi, che vanno dalla creazione di un protocollo alla fase di misurazione, passando per la collaborazione con l’oculista, fino a una comunicazione corretta. Per il centro ottico rappresenta un ambito in cui si costruisce reputazione nel lungo periodo. Poi ci sono le progressive evolute che hanno innalzato la qualità dell’offerta, ma anche le aspettative. Oggi il valore non sta nel raccontare la tecnologia: la chiave sta nel tradurla in benefici comprensibili, coerenti con gli stili di vita e sostenuti da un processo consulenziale all’altezza. Ed è proprio qui che si gioca la partita del valore: meno tecnicismi, più chiarezza e gestione delle aspettative consentono quindi di raggiungere un risultato maggiormente percepito. Per quanto riguarda, infine, la normativa e il perimetro tra il mondo medico oculistico e quello ottico optometrico, va messo in evidenza che non è un fatto di burocrazia: conoscere regole e responsabilità significa comunicare e collaborare meglio, evitare zone grigie e proteggere credibilità e sostenibilità del proprio modello di servizio.
Alla fine Mido restituisce valore a chi vi entra con un obiettivo chiaro: non solo cosa compro, ma cosa decido, cioè quali servizi rafforzare, quale formazione attivare, quali partnership costruire, quali segmenti presidiare con continuità. Perché i prodotti, in un modo o nell’altro, si acquistano, ma le decisioni giuste si costruiscono. E questa fiera, se vissuta bene, è un luogo adatto per farlo, con metodo, confronto e visione.
Nicola Di Lernia