Un anno record per partecipazione internazionale ed eccellenza creativa: così i promotori definiscono la seconda edizione del Sergio Cereda Award, voluto da Harvey Ross, ceo di Optyx New York Retail Group, in onore del designer italiano scomparso quasi due anni fa, suo amico di lunga data e business partner, Sergio Cereda, e organizzato dalla Viva Ross Family Foundation, in collaborazione con Mido e la famiglia Cereda. «Per l’edizione 2026 agli studenti è stato chiesto di creare concept di occhiali da vista e da sole ispirati alle Olimpiadi, progettati per le massime prestazioni negli sport invernali, le condizioni estreme e in stile contemporaneo - si legge in una nota dei promotori dell’iniziativa - Tema che incarna la rara convergenza tra i Giochi Olimpici invernali in Italia e il più grande evento internazionale dedicato al settore dell'eyewear».
«Sono profondamente colpito dalla risposta di così tanti giovani talenti, designer che avrebbero reso Sergio incredibilmente orgoglioso - afferma Ross nel comunicato - Cereda è stato un vero pioniere in un’epoca in cui l’occhiale si stava affermando come elemento imprescindibile del fashion. Possedeva una padronanza assoluta dell'intero ciclo creativo dell’occhiale, dalla selezione della materia prima ai prototipi finiti, ed era profondamente convinto che i designer dovessero poter “toccare con mano” il loro progetto. La missione della mia fondazione è garantire che la sua eredità continui a vivere nel mondo dell’eyewear design».
I dieci finalisti sono Elisa Albertini, Alessandro Oberti e Giada Tosana della Libera Accademia di Belle Arti di Brescia; Anping Chu, Gustav Craft, Camille Ferreira e Mahra Mustafa dell’Istituto Marangoni di Milano; Connor Bybee e Megan Broad Merkel del Savannah College of Art and Design negli Stati Uniti e Leon Voegtle del Muthesius Kunsthochschule di Kiel in Germania. Rispetto alla prima edizione celebrata durante lo scorso Mido, aperta solo agli studenti italiani e che ha visto trionfare Tea Rocco della Laba School of Design di Brescia (nella foto), quest’anno saranno tre i premiati e riceveranno un riconoscimento in denaro rispettivamente di 10 mila, 5 mila e 2.500 dollari: i loro progetti verranno esposti nella The Vision Stage Lounge di Mido, accanto ai prototipi originali e ai bozzetti d’archivio di Cereda, con l’intenzione di mettere in dialogo diretto la tradizione e la nuova generazione di designer.
«Questo premio incarna lo spirito della nostra fiera, punto d’incontro fra tradizione, innovazione e visione del futuro - commenta nella nota Lorraine Berton, presidente di Mido e di Anfao - In un anno così significativo per Milano e per l’Italia, premiare il talento di giovani designer capaci di coniugare tecnica, storytelling e cultura del design significa alimentare la linfa vitale della nostra industria». Le fa eco Stefania Cereda Oppermann, design consultant, EssilorLuxottica North America product team. «Il brief è ispirato allo spirito olimpico, ma l’anima del concorso mira a riscoprire l’approccio di mio padre: la sua curiosità, il suo rigore e il suo rispetto per l'artigianalità - dice Cereda Oppermann nel comunicato - La profondità di pensiero emersa nei testi e nei progetti di quest’anno è il modo più autentico per rendere omaggio alla sua eredità». A sua volta Ketty Cereda, eyewear industry and brand consultant, ricorda che «i progetti più brillanti hanno saputo coniugare perfettamente performance e narrazione: questi studenti hanno dimostrato non solo creatività, ma una comprensione autentica del design consapevole, valore che mio padre teneva in altissima considerazione».
I dieci finalisti sono stati selezionati da una giuria internazionale composta da esponenti di spicco del settore dell’eyewear: oltre a Ross, Berton e Cereda Oppermann, figurano Caterina Cereda, independent design & strategic consultant, David Friedfeld, presidente di ClearVision Optical, Giovanni Vitaloni, fondatore e direttore creativo di Vanni Eyewear, e Bruno Palmegiani, eyewear designer.
A cura della redazione