Vision+ Onlus: alla Statale di Milano alta incidenza di cheratocono

Per un mese, tra lo scorso maggio e giugno, presso l’ateneo di via Festa del Perdono, la onlus ha eseguito screening della vista (nella foto): lo scopo principale è stato evidenziare la presenza di alterazioni visive, quali i vizi di refrazione, patologie corneali, alterazioni della motilità oculare, tramite test ortottico, e della pressione intraoculare

Il campione esaminato è risultato di 301 soggetti, di cui circa il 70% donne e il 30% uomini, di varie fasce anagrafiche con una media di età di 42 anni e una familiarità al diabete nel 30,9% dei casi, al glaucoma nell’11%, alla maculopatia nel 7,6% e al cheratocono nel 2,3%.
Per quest’ultima patologia l’incidenza è stata significativa. «Molto importante il risultato emerso di sei studenti affetti da cheratocono, tenendo presente che l’incidenza della patologia è di 1:2000 – si legge in un comunicato di Vision+ Onlus - È stata consigliata una visita di controllo nel 31% dei 28 soggetti maschi esaminati e nel 32% delle femmine».
In generale «le più frequenti alterazioni visive in fascia d’età giovanile risultano essere i vizi di refrazione: l’analisi dei risultati ha evidenziato la presenza di miopia nel 38,5% dei maschi e nel 47,6% delle femmine, astigmatismo nel 24,2% dei maschi e nel 29,5% delle femmine e ipermetropia nel 6,6% dei maschi e nel 10% delle femmine - sottolinea la nota - Il 54% dei maschi e il 70% delle femmine ha presentato un visus naturale alterato, con una percentuale sul totale dei partecipanti del 65%, e il 10% dei maschi e il 16% delle femmine un visus alterato anche con la correzione».
Per quanto attiene al cheratocono, «era presente nell’1,1% dei maschi (2 casi) e nell’1% delle femmine (4 casi), per un totale di 6 casi (2% sul totale dei partecipanti) - prosegue il comunicato - In quattro casi (1,3%), tutti di sesso femminile, è stato riscontrato un cheratocono dubbio e i soggetti sono stati inviati a ulteriori esami».
In conclusione questo screening «dimostra e sottolinea nuovamente come la vista vada salvaguardata e protetta già in età giovanile e conferma che un numero importante dei ragazzi presenta un deficit visivo non adeguatamente corretto, svolgendo le proprie attività quotidiane in condizioni di ipovisus, con vizi di refrazione quali miopia, astigmatismo e ipermetropia», conclude la nota.
(red.)